Curiosità

Il pilota sconfitto solo da un gatto nero

Sognare di tagliare il traguardo e vedersi mettere una medaglia al collo è il sogno di ogni pilota. Tagliare il traguardo e vedersi mettere le manette ai polsi è invece un incubo che ha vissuto uno dei piloti protagonisti della Valli bergamasche che per correre la gara, portata a termine, aveva rubato la moto a un altro concorrente. Uno dei tanti aneddoti che hanno caratterizzato nei decenni la Valli Bergamasche. Come per esempio il caso del pilota superstizioso che sul percorso non era riuscito a evitare d’investire un gatto nero. E che, poche curve dopo, per la prima volta nella sua lunga carriera, si era ritrovato la moto che non voleva più saperne di rimettersi in moto, con l’impianto elettrico misteriosamente bruciato…

Il Gatto nero

Il veneto Dario Basso, vincitore ex equo della Valli Bergamasche 1955, pilota della Rumi passato alla Gilera, all’edizione del 1957 arriva in anticipo al controllo della Cantoniera della Presolana. La moto è in ordine, lui sta bene eppure bestemmia come un turco. «Qualcosa non va?» gli chiedono: «Tasi! Go taià ‘n due un gato nero». «Bambo, non crederai a queste cose!». Maffettini, il responsabile del percorso, lo ritrova pochi chilometri più avanti, lungo la discesa per il Dezzo, fermo accanto alla moto. Sta ancora imprecando. E allora? «Guarda, sono anni che faccio le corse, ne ho viste di tutti i colori, ho preso migliaia di penalizzazioni, ma non mi ero mai ritirato. E guarda stavolta…» spiega nel suo dialetto italo-veneto. L’impianto elettrico è un fascio di fili bruciacchiati: «Varda… ti ga visto ‘l gato nero?».

La trappola del Pagliaro

La Valli del 1964 si svolge in tre giornate dal 27 al 29 giugno, con partenze e arrivi alla Fara. Le “forche caudine” predisposte da Maffettini si trovano alla Valle del Plen e alla Valle Maledetta sotto Castione nella prima giornata; tra la Valle dei Bisci, il Falecchio e il Ghiaione di Borlezza nella seconda; sulle scale di Costa Serina ad Algua e sulla salita del Pagliaro nella terza. Uno scompiglio nel corso della terza giornata rischia di mandare a picco la Valli con tutta la sua tradizione di corsa durissima ma bene organizzata. Lo sconquasso avviene sulla stretta, ripidissima e viscida salita del Pagliaro, nel tratto tra Selvino e Rigosa. Nessun concorrente riesce a superare la salita con i propri mezzi, c’è la “compagnia della spinta” che aiuta. E, com’è inevitabile, aiuta più gli italiani che gli stranieri. Klaus Kämper, della Zündapp, rischia di restare incrodato a metà salita. Alla partenza dalla Fara per la terza e ultima tappa il tedesco era ancora immune da penalizzazioni e comandava la classifica assieme al bresciano Luigi Gorini, seguito da Franco Dall’Ara con un punto. Kämper arriva al controllo di Madonna della Neve con quattro minuti di ritardo e, dedotta la tolleranza, viene penalizzato di due punti; anche Gorini prende due punti, per cui Franco Dall’Ara passa automaticamente in testa. Con Dall’Ara e Gorini, solo altri quattro concorrenti superano indenni la tagliola del Pagliaro; sono Marino “Mimmo” Guffanti, Tullio Masserini, l’inglese Stirland e il tedesco Lehner, il quale si presenta al controllo addirittura in anticipo. Il secondo passaggio sul Pagliaro non produce altri danni solo grazie alla “compagnia della spinta” e la classifica resta immutata. Franco Dall’Ara viene accolto alla Fara da trionfatore. Ma c’è ancora un colpo di scena: la Zündapp presenta un reclamo con ampio corredo di testimonianze e fotografie circa le irregolarità avvenute sul Pagliaro e la Giuria internazionale, con otto voti favorevoli su nove, decide di annullare il primo dei due controlli di Madonna della Neve. Perché il primo e non il secondo? Sta di fatto che Kämper resta l’unico concorrente privo di penalità e viene dichiarato vincitore; Dall’Ara retrocede al terzo posto, preceduto anche dall’inglese Sharp, e Gorini al quinto. Il Trofeo Levo e Duccio Reggiani va alla Germania Occidentale. Il reclamo della Zündapp ha richiesto parecchie ore di discussione e la cerimonia per la premiazione, in programma per la sera alla Borsa Merci, può svolgersi soltanto a mezzanotte. Il mattino dopo i due quotidiani cittadini presentano l’avvenimento con titoli contrastanti: uno annuncia la vittoria a tavolino di Kämper, l’altro il successo di Dall’Ara. È un fatto più unico che raro. Mimmo Guffanti, uno che c’era, così racconta l’episodio del Pagliaro: «Quando è arrivato ai piedi della salita Kämper era già in ritardo. Me lo sono trovato davanti, pur essendo partito un minuto dopo di lui, proprio in quel tratto. Nessuno riusciva ad avanzare da solo sul selciato ripido e scivoloso. Nel timore che si fermasse e bloccasse anche me, ho gridato alla gente di aiutarlo. Avrà fatto da solo una decina di metri, poi è stato spinto come tutti gli altri. Ma la Giuria si è attenuta alla documentazione fotografica prodotta dalla Zündapp».

Le manette al posto della medaglia

Alla Valli del 1971 a Lovere, disputata l’1 e 2 giugno, fra tanti partecipa anche un giovane debuttante che riesce a portare a termine la selettiva competizione valida quale prova del Campionato Europeo individuale di regolarità. All’arrivo grande festa per tutti i classificati e applausi del pubblico appassionato al loro indirizzo, ma ad attendere il giovane debuttante c’è anche una “gazzella” dei Carabinieri che lo strappano letteralmente dalla sella della moto e lo ammanettano trasferendolo sul sedile posteriore della “gazzella”. Niente premiazione per lui ma una nottata in gattabuia. Cos’ha fatto per meritarsi tanto il nostro eroe? Si è iscritto alla Valli ed ha corso con la moto di un altro, vale a dire rubata, perché pare che questo fosse il suo hobby: correre con la moto degli altri.

L’Oscar della sportività

La Valli del 19 e 20 maggio 1979 a San Pellegrino è stata teatro purtroppo di un terribile incidente, uno di quelli che avremmo visto tante volte alla Dakar. Il pilota svedese Lennart Andersson è vittima di una rovinosa caduta in una scarpata nella zona Costa Barbata, nel corso della prima tappa. Il bergamasco Franco Gualdi che lo segue a breve distanza, intuita la gravità dell’incidente, malgrado fosse al comando della classifica di gara, si ferma e tenta di soccorrerlo in attesa degli aiuti medici. Purtroppo l’intervento dei soccorritori non basta a salvare lo sventurato pilota svedese che muore il giorno seguente all’ospedale. Aveva 34 anni ed era già determinato a chiudere la sua carriera agonistica con questa Valli che avrebbe dovuto essere la sua corsa d’addio. Ripresa la gara Franco Gualdi, al quale viene neutralizzato il tempo perso a causa della sosta per il soccorso al collega, giunge al traguardo da vincitore assoluto. Per il suo gesto di sportività la Scuderia Fulvio Norelli assegnerà l’ambito Oscar Norelli 1979 a Franco Gualdi con la seguente motivazione: «Franco Gualdi, giovane campione avviato ad una brillante carriera nel mondo della Motoregolarità, si è reso protagonista di un nobile gesto sportivo e umano che gli è valso questa aggiudicazione. Durante la disputa della Valli Bergamasche edizione 1979, mentre era impegnato a lottare per il vertice della classifica, non ha esitato un solo istante ad arrestare la Sua corsa per prestare soccorso ad un concorrente straniero rimasto vittima di un grave incidente. Purtroppo il Suo tempestivo intervento non è servito a salvare la vita dello sfortunato collega ma certamente il bel gesto merita il nostro riconoscimento».

In gara ci sono anche pittori, scultori, fotografi …

Un artista già affermato e decine di giovanissimi aspiranti pittori e scultori: anche loro “saliranno in sella” alla Valli Bergamasche Revival Internazionale 2022, evento che si propone di far rivivere, il 18 e 19 giugno, la leggendaria corsa di motoregolarità che ha fatto di Bergamo una delle capitali mondiali dell’enduro. Una squadra di artisti che non accenderà i motori di vecchie “regine dei sentieri”, ma quelli della fantasia e del talento per realizzare opere destinate a celebrare questa edizione dell’evento organizzato dalla Scuderia Norelli di Bergamo. L’artista già affermato è Nicola Rota, 50 anni, un “creativo” capace di spaziare dalla produzione di oggetti preziosi ai mobili d’arredo, impiegando un’immensa varietà di materiali, prediligendo soprattutto raffigurazioni di animali, scelto per realizzare due opere  da assegnare come premi da consegnare ai vincitori della competizione; gli aspiranti protagonisti della scena artistica del futuro sono invece tutti gli studenti dei licei artistici (di tutti gli indirizzi) di Bergamo e Brescia, oltre a quelli dell’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e dell’ Accademia Santa Giulia di Brescia, invitati a partecipare a un concorso indetto dai moto club Scuderia Norelli di Bergamo e Leonessa di Brescia e intitolato “Moto Agriturismo”. Una “gara” artistica che non pone alcun limite al mezzo espressivo scelto (pittura, scultura, fotografia, video, istallazioni o altra tecnica) e che darà vita a una mostra aperta nei giorni 16, 17, 18 e 19, giugno 2022  nel salone sopra Porta Sant’Agostino a Bergamo. Ogni partecipante potrà proporre una sola opera (con unici vincoli la dimensione massima consentita, 200 x 200 x 200 centimetri, e il peso massimo fissato in 50 chilogrammi, mentre per i video il tempo massimo è fissato in 20 minuti) che dovrà essere consegnata entro il 14 giugno nel luogo espositivo indicato, dal partecipante  oppure da un suo emissario, accompagnata da una busta chiusa con nome cognome, indirizzo, recapito telefonico e-mail, senza che nulla dpossa essere riconoscibile all’esterno della busta. Alle migliori opere fra quelle inviate (che verranno tutte installate ed esposte) saranno assegnati premi del valore di 1000, 800 e 500 euro per i primi tre classificati nella categoria Allievi accademia e di 800, 500 e 350 euro per i giovani artisti saliti sul podio nella categoria licei. I referenti sono Alberto Sangalli (tel. 347-4194440, e mail  alberto.sangalli@alice.it) ed Edo Ferrari T(tel. 335-6822168, e mail  edo.ferrari.scultore@gmail.com”.